Tua
Tua è il romanzo d’esordio di Claudia Pinero, scrittrice conosciuta e molto apprezzata in Sudamerica. L’autrice sceglie di raccontarci la storia di una famiglia normale, come se ne vedono tante, una famiglia benestante con una moglie casalinga dedita alla casa, dall’aspetto sempre curato, con un marito affermato e ancora piacente, una figlia adolescente che vive chiusa in se stessa e in continuo contrasto con i genitori.
Un linguaggio semplice, il racconto di gesti e situazioni comuni, l’evolversi veloce degli eventi fanno di questo romanzo un thriller psicologico davvero indimenticabile. Sorprende vedere l’impegno che Ines mette in campo per proteggere il marito fedifrago, la volontà di credere a tutte le bugie che l’uomo inventa per riuscre ad uscire da una situazione disastrosa. Ernesto, suo marito da 20 anni, padre di sua figlia, è innocente. Ines ha deciso e sa da quale parte stare. Combatte la sua battaglia di moglie fredda e calcolatrice con l’unico scopo di salvare il suo matrimonio e le apparenze, dimostrando al mondo quello che veramente è, o crede di essere, una donna intelligente e forte. Ma l’impegno non basta a salvare Ines da un marito che non solo l’ha tradita più volte ma che si è macchiato dell’omicidio di una donna innocente. Un uomo pavido e calcolatore che non esita a sacrificare sua moglie per ottenere c’ho che più desidera: Tua. Entrambe i coniugi sono così impegnati da loro stessi, in questa lotta per la sopravvivenza, da non vedere cosa accade dentro la loro casa, abbandonando a se stessa una figlia che vive, ancora minorenne, il dramma di una gravidanza non voluta.
La forza di questo romanzo sta nel fatto che quello che viene raccontato, come ci dice Elisabetta Liguori, “Potrebbe accadere a me, a te, potrebbe accadere a chiunque, anche domani stesso. Quello che sembra un triangolo, infatti, è figura solida ben più complicata, ma nota. Stella a più punte, che coinvolge mogli, amanti, figli, sconosciuti, con una ironia ed una comicità tragica che coinvolge il lettore fin nel midollo. Imponendo allo stesso un’immedesimazione tanto obbligata quanto piacevole.”
Buona lettura
Cristina








